Durante una serata di analisi a Caturnalia il nostro socio Alessandro ci ha mostrato le sue sofferenze in una partita giocata, in cui un finale apparentemente semplice si è rivelato più insidioso del previsto.
L’analisi ha mostrato come avrebbe dovuto approcciare la posizione e introduce il concetto del tagliafuori nei finali di torri e pedoni, una tecnica che permette di limitare il re avversario e favorire la promozione del proprio pedone.
Godetevi l’articolo e… proviamo a non sbagliare i finali!
Vi è mai capitato di trovarvi di fronte ad una posizione apparentemente semplice e non sapere che pesci pigliare? Vi è mai capitato di aver studiato un concetto, essere convinti di averne appresi i più reconditi segreti e poi trovarvi sulla scacchiera con gli occhi sbarrati a dire “Adesso che faccio?” quando quel medesimo concetto è lì di fronte a voi che urla “Applicami, testone!!! Applicami!!!”?...
A me sì, tante volte... Per esempio, anni fa, in una partita su FICS mi sono trovato di Nero in questa posizione:

che a prima vista sembra facilmente vinta dal Nero (e in effetti lo sarà per tutti, alla fine di questa serata). Che non lo fosse per me lo dimostra il fatto che dopo lunga pensata ho giocato 64...e3? (pensando di sottrarre e dalla minaccia della torre e preservare b) finendo per pattare.
Prima di descrivere la condotta vincente per il Nero, trasferiamoci per un po’ a Brissago 2004.

Kramik (Nero) sembra avere un bel vantaggio su Leko, ma in realtà dopo 61. g6 Kd3 62. Kf5 il Re riesce a scortare il pedone 62...Rb5+ 63. Kf6 Rb6+ 64. Kf7 Rxg6 65. Kxg6 i due rimangono con i soli Re e la partita termina patta. Cos’ha sbagliato K., per non concretizzare un vantaggio che appare così evidente? Nulla, semplicemente nella posizione sulla scacchiera non c’era lo spazio per mettere in pratica...

il Tagliafuori!
Non preoccupatevi, non mi sono dato alla pallacanestro, semplicemente questo concetto è una idea fondamentale nei finali di torri e pedoni.
Prendiamo una posizione simile a quella appena vista

In questo caso se la mossa è al Bianco, come deve muovere? Vince qualcuno?
Se avete risposto 1.Rg4 e patta avete ragione, ci portiamo nella posizione vista in precedenza con patta conseguente.
E se la mossa è al Nero? Vediamo...
1...Tb4! e il re Bianco non può scortare il pedone a meta perché la torre lo esclude irrimediabilmente dalla metà superiore della scacchiera.
Se il Bianco muove il Re, il Nero avvicina il suo Re al pedone; se invece la mossa del Bianco è
2.g6 Tb6 costringendo il Bianco a spingere ancora
3.g7... A questo punto la Torre si porta dietro al pedone terminando in pratica la partita
3...Tg6 -/+
Tutto questo è molto bello, diranno subito i miei 12 lettori, ma come si applica questo concetto alla posizione iniziale?
Vediamo un’altra posizione:

Mossa al Nero, cosa giochereste?
Se avete risposto Tc8, bravi, avete correttamente applicato il concetto di tagliafuori! Il Re Nero scorterà a Donna il pedone, costringendo il Bianco a sacrificare la Torre.
A questo punto avrete probabilmente intuito la soluzione della posizione iniziale... Se ancora avete dei dubbi, che cosa giochereste col Nero nella posizione seguente?

Suggerimento: se sappiamo la manovra per vincere in una certa posizione, proviamo a portarci in tale posizione, ergo, in questo caso, Tc8 mantiene il Re tagliato fuori e consente la manovra discussa in precedenza.
Torniamo finalmente alla posizione iniziale

Non dobbiamo (come è successo a me durante la partita) consentire che il pedone b5 ci “distragga” dal nostro scopo (che è promuovere il pedone e, quello su cui il Re Bianco non si può portare). Il pedone b5 “non esiste” e anche se il Re Bianco lo dovesse catturare, questo non cambierà l’essenza della posizione, quindi la mossa giusta è, ancora una volta Tc8 “sacrificando” il pedone b5 per una causa più grande.
Il resto della partita è facile e la possiamo giocare come esercizio.
Alessandro Agustoni